Pubblicato il: 14/10/2026
Il carovita continua a mettere sotto pressione i conti delle famiglie italiane. Bollette, carburanti, spesa alimentare: le voci che pesano sul bilancio domestico sono sempre di più. Per questo il governo ha deciso di intervenire anche sul fronte delle tasse, valutando tagli, esenzioni o sospensioni di alcuni tributi molto sentiti dai cittadini.
Il primo passo concreto riguarda il bollo auto. Con il decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216, è stata disposta la sospensione per tutto il 2027 del pagamento della tassa automobilistica sulle vetture che rispettano determinati requisiti e sui motocicli. Per le auto il limite principale è la potenza, che non deve superare gli 80 kW, cioè circa 109 cavalli.
C’è poi un altro limite importante: il beneficio spetta su un solo veicolo per ciascun contribuente. Chi possiede più mezzi, quindi, non potrà azzerare il bollo su tutti. L’intenzione dichiarata dal governo è usare la prossima legge di Bilancio per trasformare questa sospensione di un anno in una esenzione stabile.
La misura ha però acceso il dibattito politico, per due ragioni. Da un lato pesa il minor gettito per le Regioni, a cui spettano gli incassi del bollo. Dall’altro si contesta la scelta di non legare lo sconto al reddito o alla situazione economica di chi ne beneficia.
Canone Rai, cosa dice l’emendamento approvato in Senato
Accanto al bollo auto, ora nel dibattito sulle tasse entra anche il canone Rai, un tributo che riguarda milioni di famiglie. La novità arriva da Palazzo Madama, dove è in corso l’esame della riforma della Rai.
Il 23 settembre la Commissione Ambiente del Senato, che si occupa anche di comunicazioni, ha approvato una serie di emendamenti al testo. Tra questi spicca quello firmato dai relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso, entrambi senatori di Forza Italia.
Il contenuto è preciso: un’eventuale riduzione del canone sarà possibile solo a condizione che vengano trovate altre forme di finanziamento pubblico in grado di compensare la Rai per le minori entrate. In pratica, se le famiglie pagheranno meno, la differenza dovrà essere coperta dallo Stato, così da non lasciare scoperto il servizio pubblico.
Per i cittadini questo meccanismo potrebbe tradursi in un risparmio diretto in bolletta. Va però ricordato che i soldi necessari a coprire il taglio arriverebbero comunque dalle casse pubbliche, cioè dalla fiscalità generale.
Canone Rai a 70 euro dal 2027? Perché è presto per esultare
Oggi il canone Rai costa 90 euro all’anno. Per chi è tenuto a pagarlo, viene addebitato direttamente nella bolletta della luce, suddiviso in dieci rate mensili da 9 euro da gennaio a ottobre.
Negli ultimi giorni si è parlato molto di un canone che dal 2027 scenderebbe a 70 euro, con un risparmio di 20 euro a famiglia. È importante essere chiari: l’emendamento approvato in Commissione non stabilisce alcun taglio automatico. Non fissa oggi una cifra precisa né una data di partenza.
Quello che fa è introdurre una regola: il canone si potrà ridurre a patto che ci siano le coperture finanziarie. Si tratta quindi di una porta aperta, non di uno sconto già garantito. Parlare oggi di un canone già sceso a 70 euro sarebbe prematuro e rischierebbe di creare false aspettative.
Il dato certo è che il Parlamento ha fatto un primo passo verso una possibile riduzione futura. Tutto, però, dipenderà dalla disponibilità di risorse alternative da destinare alla TV pubblica. Per tutto il 2026, invece, non cambia nulla: l’importo resta fissato a 90 euro.
Quando sapremo se il canone scenderà davvero
La strada, per ora, è ancora lunga. La riforma della Rai che contiene l’emendamento sul canone è ancora all’esame della Commissione del Senato. Per diventare legge, il testo dovrà essere approvato prima dall’Aula di Palazzo Madama e poi dalla Camera dei deputati nella stessa identica versione.
Solo a quel punto la regola sulle compensazioni entrerà in vigore. Servirà comunque una decisione successiva per stabilire di quanto ridurre il canone e con quali soldi coprire la differenza.
Il possibile intervento si inserisce in un dibattito più ampio sul carico fiscale e sul sostegno ai redditi delle famiglie, che negli ultimi anni ha toccato l’Irpef, il bollo auto e altri tributi. La direzione indicata dall’emendamento è quella di un possibile alleggerimento della tassa in bolletta. Per conoscere importo, decorrenza e platea dei beneficiari, però, bisognerà attendere la fine dell’iter parlamentare e l’individuazione delle coperture.
Fino ad allora, il consiglio è di diffidare di chi annuncia tagli già certi: il canone Rai, per il momento, si continua a pagare per intero.
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