Bonus affitto, in arrivo fino a 500 euro al mese per i separati che hanno lasciato la casa all’ex: nuovo bando

Pubblicato il: 29/09/2026

Buone notizie in arrivo per i genitori separati o divorziati che, dopo la fine della convivenza, sono costretti a lasciare la casa familiare e devono affrontare il costo di un nuovo affitto. Fino a 500 euro al mese per pagare l'affitto, per un massimo di 12 mesi: è il sostegno previsto dal nuovo Fondo per i genitori separati o divorziati, una misura introdotta con la L.199/2025 e portata avanti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) guidato da Matteo Salvini.
"Quest'autunno ci sarà il bando del MIT per il pagamento dell'affitto da parte di genitori separati o divorziati. Bisogna aiutare la gente che lavora, non quella che non lavora o lavora in nero": sono queste le parole pronunciate lo scorso 16 settembre dal leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo in video collegamento alla festa nazionale dell'Udc.
Il provvedimento è quindi entrato nella fase attuativa.

Ma chi potrebbe beneficiare del contributo?
L'accesso al Fondo è subordinato al possesso di specifici requisiti familiari, abitativi ed economici.

Il contributo coprirà il 50% delle spese sostenute e potrà arrivare fino a un massimo di 6.000 euro. L'importo spettante sarà erogato in un'unica soluzione, secondo le modalità che saranno stabilite dal bando atteso per l'autunno.
La condizione fondamentale per accedere alla misura è non essere assegnatari dell'abitazione familiare dopo la separazione o il divorzio. A questo requisito si aggiunge una serie di ulteriori condizioni:
  • avere almeno un figlio o una figlia a carico di età inferiore a 21 anni;
  • avere un reddito individuale, risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi, non superiore a 35.000 euro;
  • non beneficiare di altre misure di sostegno analoghe e non essere assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica;
  • non essere proprietari di uno o più immobili a uso abitativo nello stesso Comune in cui si trova la casa familiare o nei Comuni limitrofi, entro un raggio di 50 chilometri, fatta eccezione per l'abitazione dell'ex coniuge;
  • essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
  • avere la residenza in un Comune italiano, requisito previsto anche per il genitore assegnatario della casa familiare di proprietà.
L'elenco delle condizioni restringe in modo significativo la platea dei potenziali beneficiari, anche in considerazione delle risorse stanziate per la misura.
Ma come presentare la domanda?
I genitori che possiedono i requisiti previsti dal decreto attuativo potranno presentare la domanda attraverso la piattaforma dedicata, seguendo le modalità e le tempistiche che saranno indicate dal bando annunciato dal MIT. Al momento della richiesta sarà necessario fornire una serie di informazioni e documenti, tra cui:
  • gli estremi dello stato di separazione o divorzio, indicando il Tribunale competente, il numero e la data del provvedimento giudiziario;
  • i dati anagrafici e catastali dell'abitazione familiare assegnata all'altro genitore, che dovrà risultare di proprietà del richiedente, dell'altro genitore o dei figli conviventi;
  • gli estremi della registrazione del nuovo contratto di locazione intestato al richiedente, insieme all'indicazione del canone annuale;
  • il numero dei figli a carico di età inferiore a 21 anni alla data prevista dal bando.
Oltre ai requisiti necessari per accedere al contributo, la situazione personale e familiare del richiedente potrà assumere rilievo ai fini dell'assegnazione delle risorse, soprattutto qualora il numero delle domande superi i fondi disponibili.
Tra gli elementi che potranno determinare una priorità figurano:
  • il numero di figli a carico di età inferiore a 21 anni;
  • la presenza di situazioni di disabilità;
  • la condizione di disoccupazione involontaria;
  • la residenza in un Comune ad alta tensione abitativa.
Per accedere alla piattaforma e presentare la domanda sarà necessario disporre di un'identità digitale, attraverso SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
Il richiedente dovrà, inoltre, indicare un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) e l'IBAN del conto corrente sul quale dovrà essere accreditato il contributo.


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