Nuovo Codice della Strada, in arrivo fino a 320 euro di multa e 2 punti se in coda non fai passare le moto: ecco quando

Pubblicato il: 04/11/2026

La coda di auto non si muove da diversi minuti e negli specchietti si vede uno scooter che avanza a fatica tra le vetture, con pochi centimetri di spazio ai lati. Il nuovo Codice della strada vuole rendere più semplice quel passaggio, chiedendo un “sacrificio” agli automobilisti. Con il traffico fermo o quasi, questi dovranno spostarsi ai lati della propria corsia per formare un corridoio per le moto.

L’obbligo è contenuto nell’art. 51 dello schema di decreto legislativo, che ha avuto un primo via libera dal Governo e attende i pareri del Parlamento. Ignorarlo costa da 80 a 320 euro e due punti in meno sulla patente. Lo stesso articolo apre alle due ruote anche la corsia di emergenza di autostrade e strade extraurbane, in presenza di alcune condizioni specifiche.

Come si forma il corridoio tra le corsie
Le auto della corsia più a sinistra si accostano al margine sinistro, per quanto possibile. Quelle della corsia più a destra si accostano al margine destro. Lo spazio che si libera nel mezzo è il corridoio per le moto.
La Relazione illustrativa allegata allo schema spiega la ragione della scelta. Senza un varco, motocicli, ciclomotori e mezzi di soccorso resterebbero immobili in colonna oppure dovrebbero zigzagare fra le vetture, aggravando intralci e pericoli per tutti.

Strade e situazioni in cui vale la regola
L’obbligo non copre ogni coda. Il testo ne limita l’applicazione a luoghi e momenti ben definiti.
Rientrano nell’obbligo soltanto le strade urbane a carreggiate separate, organizzate su più corsie. Altrove, per esempio su una strada cittadina senza spartitraffico o con una sola corsia per senso, l’obbligo non esiste.

Le situazioni di traffico
L’obbligo scatta soltanto in presenza di ingorghi o code e in due ipotesi precise, ossia quando la circolazione si arresta del tutto oppure procede a bassissima velocità. Se il traffico scorre regolarmente, la norma non si applica.
Si pensi a una grande arteria cittadina con più corsie, nell’ora di punta e in cui i veicoli avanzano a rilento. Il conducente in corsia di destra porta la propria auto verso il margine destro. Lasciarla al centro, o spostarla verso sinistra, non rispetta la norma.

Chi può transitare
A trarre vantaggio dal corridoio sono in primo luogo le moto e gli scooter a due ruote, cioè motocicli e ciclomotori. Quando la larghezza residua lo permette, il passaggio è aperto anche ai mezzi di polizia, di soccorso e antincendio, a prescindere dal fatto che siano impegnati in un intervento urgente.

La sanzione
Per chi ignora l’obbligo è prevista una sanzione amministrativa da 80 a 320 euro, con la decurtazione di due punti dalla patente.

Via libera alle moto sulla corsia di emergenza, ma con limiti
Il comma 12 dello stesso articolo riguarda autostrade e strade extraurbane e, in particolare, la corsia di emergenza. Il principio generale resta il divieto di circolare su quella corsia e di occuparla anche solo in parte, salvo che per fermarsi o per riprendere la marcia. Con il traffico bloccato ogni veicolo può servirsene unicamente per arrivare all’uscita, a partire dal cartello che la preannuncia. In altre parole, la distanza non deve essere superiore a 500 metri dallo svincolo.

Fa eccezione chi viaggia su due ruote. Quando si verifica un ingorgo, si formano code o il flusso rallenta, motocicli e ciclomotori potranno impegnare la corsia di emergenza, purché avanzino a bassa velocità. Chi è in sella deve poter liberare la corsia in qualunque istante, per far passare i veicoli di emergenza.


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