Pubblicato il: 06/09/2026
L'Assegno Sociale rappresenta una delle principali tutele economiche pensate per chi arriva a una certa età senza aver mai maturato il diritto a una pensione contributiva. A differenza delle pensioni ordinarie, infatti, questa prestazione non richiede alcun versamento di contributi previdenziali: basta raggiungere l'età anagrafica stabilita dalla legge e rispettare i requisiti reddituali previsti. Si tratta quindi di uno strumento assistenziale, erogato dall'INPS, che si rivolge a chi si trova in condizioni economiche di bisogno una volta raggiunta l'età pensionabile.
Ogni anno, però, la misura viene aggiornata sulla base di due meccanismi distinti: da un lato l'adeguamento dell'età richiesta all'aspettativa di vita, dall'altro la rivalutazione dell'importo collegata all'inflazione. Per il 2027 entrambi questi fattori sono destinati a incidere sulla platea dei beneficiari, motivo per cui chi si avvicina all'età pensionabile farebbe bene a informarsi per tempo sulle nuove regole in arrivo.
L'età si sposta ancora in avanti: cosa cambia per chi nasce a cavallo dei requisiti
Il primo elemento da tenere sotto osservazione riguarda proprio il requisito anagrafico. Se l'incremento legato alla speranza di vita sarà confermato come atteso, l'età minima per accedere all'Assegno Sociale salirà dagli attuali 67 anni a 67 anni e un mese. Una variazione apparentemente piccola, ma che può fare la differenza per chi compie gli anni proprio a ridosso del cambio di soglia.
Prendiamo il caso di una persona che raggiunge i 67 anni nel marzo 2027: con le vecchie regole avrebbe già maturato il diritto, ma con il nuovo requisito dovrà attendere un mese in più, arrivando quindi ad aprile 2027. Va inoltre ricordato che la decorrenza della prestazione non coincide mai con il mese esatto in cui si raggiunge il requisito: l'Assegno Sociale decorre dal mese successivo al perfezionamento di tutte le condizioni richieste. Nell'esempio citato, quindi, il pagamento partirebbe da maggio 2027, sempre che risultino soddisfatti anche gli altri requisiti previsti dalla normativa, incluso quello reddituale.
Importo in aumento grazie alla rivalutazione, ma resta una stima
Al momento non è ancora possibile conoscere con certezza il tasso di rivalutazione che verrà applicato da gennaio 2027, perché la cifra definitiva dipende dai dati ISTAT sull'inflazione, che saranno resi noti solo più avanti. Tuttavia, ipotizzando in via puramente indicativa una rivalutazione del 2,8%, è possibile fare una simulazione realistica di come potrebbe evolvere la misura.
Con questo scenario, l'importo mensile dell'Assegno Sociale passerebbe dagli attuali 546,24 euro a circa 561,53 euro, corrisposti per tredici mensilità, secondo la consueta modalità di erogazione di questa prestazione. È bene precisare che si tratta dell'importo teorico massimo: la somma effettivamente percepita dal beneficiario dipende sempre dalla sua condizione reddituale personale e, se la persona è coniugata, anche dal reddito complessivo del nucleo familiare, calcolato secondo i criteri specifici previsti per l'Assegno Sociale.
I nuovi limiti di reddito per single e coniugati: come cambiano le soglie
L'aumento dell'importo mensile trascina con sé, inevitabilmente, anche un adeguamento delle soglie di reddito che regolano l'accesso alla prestazione. Con un importo ipotetico di 561,53 euro al mese, il valore annuo dell'Assegno Sociale si attesterebbe intorno ai 7.300 euro l'anno. Per chi non è coniugato, questa cifra rappresenta anche il limite di reddito personale oltre il quale, in linea generale, la prestazione non spetta più: se il reddito è inferiore a questa soglia, l'Assegno Sociale viene comunque riconosciuto, ma in misura ridotta, fino a raggiungere l'importo massimo previsto.
Per le persone coniugate, invece, il discorso cambia: il limite di reddito da considerare è quello complessivo della coppia, pari a circa il doppio dell'importo annuo dell'Assegno Sociale, quindi intorno ai 14.600 euro all'anno. È importante chiarire che si tratta di una soglia annuale e non mensile, un aspetto che genera spesso confusione tra i richiedenti.
Facciamo un esempio concreto: se il coniuge percepisce una pensione di 900 euro al mese, non basta guardare questo singolo dato per capire se spetta l'Assegno Sociale. Occorre calcolare il reddito annuo complessivo della coppia, sommando tutte le entrate rilevanti ai fini della prestazione, ed è solo confrontando questo totale con la soglia dei 14.600 euro che si può stabilire l'importo effettivamente spettante, che potrebbe essere pieno, parziale o azzerato del tutto.
Cosa fare in attesa dei dati ufficiali
In definitiva, il 2027 porterà con sé un piccolo ma significativo pacchetto di novità per l'Assegno Sociale: un mese in più di età richiesta, un importo mensile più alto grazie alla rivalutazione e, di conseguenza, limiti di reddito più elevati sia per chi vive da solo sia per le coppie.
Le cifre indicate restano tuttavia una simulazione basata su un'ipotesi di rivalutazione al 2,8%: i valori definitivi saranno resi noti solo dopo la pubblicazione dei dati ISTAT sull'inflazione e la comunicazione ufficiale da parte dell'INPS. Chi si trova vicino ai nuovi requisiti farebbe bene a monitorare gli aggiornamenti nei prossimi mesi, così da poter presentare la domanda nel momento corretto e senza ritardi che potrebbero far slittare la prima erogazione.
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