Pensione, in arrivo l’aumento della minima fino a 850 euro invece di 630 euro: ecco la nuova proposta e a chi spetterebbe

Pubblicato il: 25/09/2026

Per Forza Italia l'aumento delle pensioni minime è da anni una bandiera. Due anni fa sembrava vicino, oggi appare più realistico. La promessa di Antonio Tajani di arrivare a 1.000 euro entro la fine della legislatura è ormai tramontata. Il partito, però, non rinuncia e punta a ottenere qualcosa nella legge di Bilancio 2027, l'ultima prima delle elezioni.
Il nuovo obiettivo è una cifra tra 800 e 850 euro netti al mese, con una spesa stimata intorno a un miliardo di euro. A presentarlo sono stati due esponenti di primo piano: Alessandro Cattaneo, deputato e responsabile dei Dipartimenti del partito, e Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera. Cattaneo ha parlato di un "intervento mirato e selettivo" e ha chiesto che gli assegni siano "adeguati subito al costo della vita", perché il tema riguarda "molte persone in difficoltà". Secondo lui l'aumento è nel programma elettorale e oggi è "più che mai un'emergenza". Negli ultimi giorni lo stesso Tajani ha usato toni più prudenti. Ha indicato come traguardo una crescita progressiva verso 700-800 euro, da raggiungere per fasi. È un segnale che l'intervento potrebbe richiedere più di una manovra.
Il modello Berlusconi del 2001
Mulè ha proposto una strada precisa, in un'intervista al Foglio: riprendere l'intervento voluto da Silvio Berlusconi nel 2001. Si tratta dell'articolo 38 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (la Finanziaria 2002), noto come "incremento al milione". Quella norma alzò le pensioni più basse a un milione di lire al mese attraverso la maggiorazione sociale. È una somma aggiuntiva riservata ai pensionati con redditi molto bassi, legata a requisiti di età e di reddito. Ancora oggi molti pensionati ricevono assegni più alti grazie a quel meccanismo.
Secondo Mulè, l'Inps ha già fatto i calcoli: per portare a 800 euro netti le pensioni di oltre 1 milione e 100mila pensionati con reddito minimo servirebbero circa 450 milioni di euro. Con un miliardo, ha aggiunto, si potrebbe arrivare quasi a 850 euro netti al mese. Resta però la domanda principale: dove trovare i soldi? Per ora nessuno ha indicato coperture precise.
Quanto valgono oggi le minime e cosa succederà con l'inflazione
Nel 2026 il trattamento minimo Inps è di 611,85 euro al mese. Con le maggiorazioni previste per chi vi ha diritto, l'assegno è arrivato a circa 620 euro. Quell'aumento è nato da due interventi diversi. Il primo è la rivalutazione automatica dell'Inps, pari all'1,4%. Il secondo è una piccola maggiorazione aggiuntiva decisa dal governo, pari all'1,3%. Per il 2027 c'è un elemento nuovo: l'inflazione è salita. Dopo il rialzo dei prezzi di agosto, l'Istat stima un'inflazione acquisita del 2,9%. Questo significa che tutte le pensioni verranno ritoccate verso l'alto, anche se il governo non farà nulla.
Il dato definitivo sarà fissato dal ministero dell'Economia a novembre e gli eventuali conguagli arriveranno a gennaio 2027. Senza la maggiorazione governativa, però, le minime salirebbero di appena 10 euro circa, fino a circa 630 euro. Per questo gli azzurri vogliono arrivare almeno a 700 euro, anche sfruttando la rivalutazione più alta. Il 22 settembre l'Istat ha comunicato il dato definitivo sul deficit 2025. Da quel numero dipendono i veri margini di spesa della manovra.
Lega, età pensionabile e conti
Le pensioni minime non sono l'unico tema sul tavolo della maggioranza. La Lega chiede di bloccare l'aumento dell'età pensionabile e di permettere a tutti di uscire dal lavoro a 64 anni. In cambio l'assegno verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo, quindi sarebbe più basso. Secondo il sottosegretario Claudio Durigon, servirebbero almeno 25 anni di contributi e una pensione pari ad almeno tre volte l'assegno sociale.
Intanto una regola è già certa perché è legge: dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono. Per la pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e 1 mese. Per la pensione anticipata serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Tutte le altre misure, comprese le minime a 850 euro, sono ancora solo proposte. Le risorse sono limitate, soprattutto perché la sola rivalutazione degli assegni legata all'inflazione costerà già parecchio. I partiti di maggioranza dovranno quindi trovare un compromesso. Per sapere quanto aumenteranno davvero le pensioni minime bisognerà aspettare il testo della legge di Bilancio, atteso in autunno.


Vai alla Fonte